fbpx Skip to content

Una lettura chiarificatrice: “Lezione di fotografia” di Stephen Shore [Nicola Buonomo]

di Nicola Buonomo

Copertina: “Lezione di fotografia” di S. SHore ediz. Phaidon

Stephen Shore è uno dei grandi maestri della fotografia mondiale. Fu uno dei fotografi che prese parte al progetto “New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape” che si realizzò durante gli anni settanta del secolo scorso e che ridisegnò un nuovo modo di “vedere” il paesaggio e di rappresentarlo.

“Lezione di fotografia” è stata una lettura fondamentale nel mio percorso di crescita fotografica. In questo libro si esplorano gli attributi fisici e formali per comprendere come “funzionano” le fotografie.

Per arrivare a ciò, l’autore, suddivide i livelli di un’immagine fotografica in tre piani:

  • Piano materiale
  • Piano descrittivo
  • Piano mentale

Argomentando sul Piano materiale Shore ci dice che una fotografia <<è piatta, ha dei bordi, ed è statica; non si muove. Allo stesso tempo, anche se è piatta, non è un vero piano. La stampa possiede una dimensione materiale>>[1] . Il tipo di supporto utilizzato influenza l’aspetto finale, così come la percezione di una fotografia è differente se la stessa è realizzata in bianco e nero o a colori. Nella foto a colori aumenta la trasparenza perchè ci si sofferma meno sulla superficie, in quanto noi vediamo a colori. Se una foto è in bianco e nero sarà altresì importante apprezzarne la sua gamma tonale; il modo in cui le luci, i mezzitoni e le ombre vengono evidenziati sul supporto fotografico. Interessante la considerazione che l’autore esprime in merito al destino di una fotografia: <>[2]

Foto di: Nicola Buonomo, Sicilia 2020

Il Piano descrittivo di un’immagine è invece definito da quattro elementi: la bidimensionalità (l’immagine fotografica ha solo due dimensioni), l’inquadratura (la fotografia ha i margini, la realtà no), il tempo (influenzata dalla durata dell’esposizione e dalla staticità dell’immagine) e la messa a fuoco (generalmente parallelo al piano della foto, distingue il soggetto dal contenuto della foto). Il fotografo, di fronte a delle case, macchine, palazzi, tenterà di imporre un suo ordine scegliendo un punto di ripresa, un determinato tipo di inquadratura, un momento ben preciso in cui scatterà ed un piano di messa a fuoco. Questi quattro elementi formano << la grammatica visiva della foto e gli strumenti utilizzati dai fotografi per narrare la propria visione del mondo>> [3].

Parlando del Piano mentale l’autore ci indica che, seppur separato dagli elementi del piano descrittivo, quello mentale ricorre all’uso di alcuni elementi comuni: scegliere il punto di osservazione e di scatto; determinare il tipo di inquadratura e scegliere cosa inserire nel fotogramma e cosa escludere; cosa si vuol mettere in risalto mediante il piano focale. L’origine del piano mentale, dunque, << deriva da come il fotografo organizza mentalmente la sua immagine>> [4]. Nel fare ciò subentrano molte influenze: di natura sociale, ambientale, personale ed intuitiva. Quanto più ristrettivi saranno i condizionamenti tanto più rigido sarà il modello mentale; tanto più mutevoli ed eterogenei saranno le influenze, tanto più flessibile sarà il piano mentale del fotografo.

Foto di Nicola Buonomo, Sicilia 2020

Ciascun piano si influenza vicendevolmente: la stampa fornisce il contesto materiale entro cui troveremo il contenuto dell’immagine; le decisioni di tipo formale sono gli strumenti che il modello mentale utilizza per creare l’immagine. <<L’immagine fotografica trasforma un pezzo di carta in un’illusione seducente o i un momento di verità e bellezza>> [5].

Bibliografia: [1,2,3,4,5] S.Shore, Lezione di fotografia, ediz. Phaidon

Altri articoli di questo autore

Condividi

Articoli Recenti

Vuoi accedere agli eventi riservati?

Abbonati a soli 15€ per 365 giorni e ottieni più di ciò che immagini!

Se invece sei già iscritto ed hai la password, accedi da qui

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
Per questo motivo con Cine Sud che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore della formazione, abbiamo pensato alla possibilità di offrire dei corsi “one to one”, costruiti sulla base delle esigenze individuali e in campi disparati, che vanno dalla tecnica alla ricerca di nuovi linguaggi in fotografia.
Dei corsi molto vicini a quelli che avremmo voluto avere nel passato, se ce ne fosse stata offerta l’opportunità e la parola opportunità non va sottovalutata, perché ha un peso e una sua valenza e non è spesso scontata.
Ognuno sarà libero di scegliere, sulla base dei nostri consigli, un autore o un tecnico, tra quelli offerti come docenti, e intraprendere un corso che gli offra quello di cui realmente ha bisogno e, eventualmente, ripetere questa esperienza in futuro.
Come quando si va da un eccellente sarto a scegliere con cura un vestito, adattandolo perfettamente al corpo, vogliamo fornirvi il corso che meglio si adatta alle vostre, singole e personali esigenze.
Niente nasce dal caso e per poter essere all’altezza di questo compito e potervi fornire un’offerta diversificata e soddisfacente, abbiamo pensato di sottoporvi un questionario tra il serio e lo scherzoso a cui vi preghiamo di rispondere.
Aiutateci a capire le vostre reali esigenze e chi abbiamo difronte, non ve ne pentirete.
Massimo Mastrorillo

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Approfondiamo ! per i più intrepidi
X