fbpx Skip to content

…sui dubbi amletici dei fotografi matrimonialisti.

di Giuseppe Maria Gargano

Essere fotografo significa studiare e di conseguenza aprirsi ad innumerevoli dubbi nella logica di chi più sà, più dubita.

Il primo fra tutti è cosa raccontare e sopratutto come raccontarlo.

Da decenni mi dedico alla fotografia di matrimonio ed il quesito, che è nato sin dai primi scatti, riguarda la narrazione di una storia d’amore.
Le opzioni principali sono: fotografo ciò che la realtà mi restituisce o creo una foto nuova in base ad una concezione.

In altri termini, fotografo ciò che vedo o fotografo ciò che ho in mente?

Risposta non facile.

Nel primo caso si diventa reporter di matrimonio  che, attenzione, non significa scattare solamente ma farlo sfruttando la luce che ho in quel determinato attimo e scegliendo le inquadrature migliori nel minuscolo spazio di tempo che consuma l’azione. Scegliere, inoltre, se dare uno scatto puro o coprire la terza, la quinta e cosi via.

In questa concezione il fotografo dovrà essere poco invasivo, quasi trasparente, per non perdere la naturalezza dei soggetti, utilizzerà sempre la luce naturale e si muoverà con attrezzatura leggera ed essenziale. Scatterà sicuramente di più alla ricerca dell’istante perfetto. Il racconto si arricchirà di scatti fatti  ad invitati, di particolari simboli, luoghi etc…

Nel secondo caso il fotografo gestisce la luce, creando un atmosfera diversa dalla realtà, prenderà più tempo per se per gestire le inquadrature  e potrà avvalersi di un attrezzatura più variegata. La luce non sarà un problema  perché ha già gli strumenti con se per crearla. Il matrimonio assume più una sembianza fashion a discapito di quella reportagistica. In altri termini, posa impeccabile e luce perfetta sempre.

Entrambi i sistemi utilizzati creeranno un effetto stupore agli sposi, nel primo caso rivivranno le emozioni di quel giorno che forse non sanno nemmeno di aver provato e nel secondo vedranno immagini uniche, perfette, dove nulla è lasciato a caso ma tutto viene aggiustato con cura.

La conoscenza fotografica, nonché del mezzo, è importante in entrambi i casi, sia se uso la mia luce artificiale che se sfrutto la mia luce naturale. Bisognerà sempre prestare attenzione alle alte luci, ai neri troppo chiusi, agli elementi di disturbo nel fotogramma e tanto altro.

E comunque in un matrimonio i due stili possono coesistere anche se questo toglie linearità al racconto, posso essere reportagista in chiesa e durante la festa e creare dei ritratti in posa, a casa della sposa e durante le esterne. Io personalmente, preferisco avere una serie di colloqui precedenti con gli sposi e capire cosa vorrebbero nel loro album matrimoniale, in tal caso sarò più preparato ed attrezzato per uno stile o per l’altro.

Ma questo è solo uno dei dubbi che assalgono i fotografi, nel prossimo articolo parleremo dell’attrezzatura da usare in base agli stili…

Altri articoli di questo autore

Condividi

Articoli Recenti

Vuoi accedere agli eventi riservati?

Abbonati a soli 15€ per 365 giorni e ottieni più di ciò che immagini!

Se invece sei già iscritto ed hai la password, accedi da qui

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
Per questo motivo con Cine Sud che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore della formazione, abbiamo pensato alla possibilità di offrire dei corsi “one to one”, costruiti sulla base delle esigenze individuali e in campi disparati, che vanno dalla tecnica alla ricerca di nuovi linguaggi in fotografia.
Dei corsi molto vicini a quelli che avremmo voluto avere nel passato, se ce ne fosse stata offerta l’opportunità e la parola opportunità non va sottovalutata, perché ha un peso e una sua valenza e non è spesso scontata.
Ognuno sarà libero di scegliere, sulla base dei nostri consigli, un autore o un tecnico, tra quelli offerti come docenti, e intraprendere un corso che gli offra quello di cui realmente ha bisogno e, eventualmente, ripetere questa esperienza in futuro.
Come quando si va da un eccellente sarto a scegliere con cura un vestito, adattandolo perfettamente al corpo, vogliamo fornirvi il corso che meglio si adatta alle vostre, singole e personali esigenze.
Niente nasce dal caso e per poter essere all’altezza di questo compito e potervi fornire un’offerta diversificata e soddisfacente, abbiamo pensato di sottoporvi un questionario tra il serio e lo scherzoso a cui vi preghiamo di rispondere.
Aiutateci a capire le vostre reali esigenze e chi abbiamo difronte, non ve ne pentirete.
Massimo Mastrorillo

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Approfondiamo ! per i più intrepidi
X