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L’Io surreale di Alice Milewski

di Alessandro Tarantino

Tra sensualità e surrealismo, gli autoritratti di Alice Milewski sono un viaggio quasi distopico nell’io della giovane fotografa. È il surrealismo a fare da filo conduttore nella narrativa fotografica di Milewski che a tratti pare ricordare un mix tra il cinema di Tim Burton e il mondo onirico dipinto da Salvador Dalì.

Quello della giovane fotografa è un lavoro introspettivo finalizzato all’esternazione del proprio essere che si alterna tra luci brillanti e ombre cupe, tra distorsioni fisiche e trasfigurazioni del pensiero. Ciò che ne emerge è un quadro complesso e denso di sfumature entro le quali lo spettatore può ritrovare qualcosa di sé: «Mentre le mie immagini vengono da un luogo personale – spiega -, l’obiettivo finale è che altre persone trovino un pezzo di loro stessi nel mio lavoro. L’arte dovrebbe essere uno specchio sia del creatore che dell’osservatore».

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