fbpx Skip to content

Le cose, il tempo e la memoria

di Pio Tarantini

© Cristina Omenetto, dal lavoro Lost & Found

È stato presentato a Milano il volume Lost & Found di Cristina Omenetto, una pregevole raccolta di fotografie di piccoli oggetti, frammenti di vita quotidiana che disegnano, come un grande affresco, l’approccio della fotografa milanese ai suoi interrogativi esistenziali.

Cristina Omenetto opera da molti anni nel campo della fotografia di ricerca, una fotografia che svaria dal paesaggio, al reportage sociale con particolare attenzione alla questione femminile e all’immigrazione, allo still life attraverso modalità stilistiche mai scontate, ma sempre in cerca di una visione personale, non banale ma fortemente segnata da una impronta per  molti aspetti sperimentale.

© Cristina Omenetto, dal lavoro Lost & Found

Scriveva al proposito qualche anno fa Cristina, a proposito di questa ricerca sugli oggetti in rapporto alla sua memoria: «Ho capito improvvisamente che per me questo impegno è come una meditazione su me stessa, sulla mia età biologica che, volendo e non volendo, mi avvicina al traguardo comune a tutti, ma da tutti temuto, nascosto, non nominato e che tutti spaventa. […] Ho trovato quindi il senso più vero e autentico della mia ricerca istintiva di questi ultimi due anni e che capisco solo ora.  Nel lasciarmi attrarre dalle cose inanimate, secche, brutte che non hanno più senso per la maggior parte di noi, sento di dar voce a quello che rappresenta ora questa parte della mia vita: è una fase ancora piena di gioia, di bellezza, di curiosità, di densità dei rapporti, di felicità, pur senza idealizzare tutto questo, ben consapevole del disagio, delle brutture, delle difficoltà quotidiane e del dolore del mondo…»

© Cristina Omenetto, dal lavoro Lost & Found

Cristina fotografa o scannerizza questi frammenti di vita ‒ perché anche se inanimati raccontano di una vita o comunque del suo approccio alla vita ‒ e li porge, prima che allo spettatore, a sé stessa come occasione di riflessione sul senso stesso della vita. Ogni oggetto prende così, mi si perdoni il gioco di parole, vita e si anima, pare raccontare esso stesso della sua esistenza, sia essa quella superba della bellezza di un fiore, o quella malinconica di una vecchia fotografia che riporta indietro nel tempo.
Le fotografie dei piccoli oggetti hanno una lunga tradizione nella storia della fotografia fin dalle sue origini e nei decenni più recenti del Novecento hanno raggiunto altissimi livelli espressivi, dalle esperienze puriste di Weston e del Gruppo f/64, alle manipolazioni dadaiste e surreali, al formalismo italiano, ai famosi still di Irving Penn per arrivare alle più recenti esperienze iperrealiste praticate da molti fotografi contemporanei.

© Cristina Omenetto, dal lavoro Lost & Found

Omenetto, ben cosciente di questa storiografia, cerca una sua personale modalità e la trova nell’intreccio tra visione malinconica del mondo ‒ sempre attuata attraverso la metafora dei piccoli oggetti ‒ e uno stile fortemente contemporaneo dove la ripresa o l’effetto manipolatorio della scannerizzazione accentuano l’aspetto formale sperimentale.
La raccolta di immagini si presenta così non solo seducente da un punto di vista formale ma anche intrigante per le riflessioni che suscita nello spettatore.

 

Cristina Omenetto
Lost & Found

Pagine 106, Formato cm 15×21, Edizioni Favia, 2021, Euro 20,00
Reperibile, anche on-line, presso la libreria Hoepli di Milano e ObiettivoLibri (www.obiettivolibri.it)

Altri articoli di questo autore

Condividi

Vuoi accedere agli eventi riservati?

Abbonati a soli 15€ per 365 giorni e ottieni più di ciò che immagini!

Se invece sei già iscritto ed hai la password, accedi da qui

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
Per questo motivo con Cine Sud che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore della formazione, abbiamo pensato alla possibilità di offrire dei corsi “one to one”, costruiti sulla base delle esigenze individuali e in campi disparati, che vanno dalla tecnica alla ricerca di nuovi linguaggi in fotografia.
Dei corsi molto vicini a quelli che avremmo voluto avere nel passato, se ce ne fosse stata offerta l’opportunità e la parola opportunità non va sottovalutata, perché ha un peso e una sua valenza e non è spesso scontata.
Ognuno sarà libero di scegliere, sulla base dei nostri consigli, un autore o un tecnico, tra quelli offerti come docenti, e intraprendere un corso che gli offra quello di cui realmente ha bisogno e, eventualmente, ripetere questa esperienza in futuro.
Come quando si va da un eccellente sarto a scegliere con cura un vestito, adattandolo perfettamente al corpo, vogliamo fornirvi il corso che meglio si adatta alle vostre, singole e personali esigenze.
Niente nasce dal caso e per poter essere all’altezza di questo compito e potervi fornire un’offerta diversificata e soddisfacente, abbiamo pensato di sottoporvi un questionario tra il serio e lo scherzoso a cui vi preghiamo di rispondere.
Aiutateci a capire le vostre reali esigenze e chi abbiamo difronte, non ve ne pentirete.
Massimo Mastrorillo

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Approfondiamo ! per i più intrepidi
X