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La vita dei Rom raccontata da Koudelka nel suo libro “Gypsies”

di Alessandro Tarantino

L’8 aprile del 1971 si tenne il primo congresso del popolo Rom che si celebrò in ricordo dello sterminio nazista operato ai danni della popolazione gitana. Dal 1990, nella data odierna si celebra la Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti, nata con l’obiettivo di ribadire i diritti di questo popolo, anticamente originario dell’India del nord, unito dalla lingua romanì.

La fotografia si è occupata di raccontare in diverse occasioni la storia e l’attualità del popolo Rom: uno dei progetti più importanti è quello contenuto nel libro Gypsies a firma di Josef Koudelka del 1976. Koudelka aveva speso gli anni precedenti girovagando da un accampamento all’altro con uno zaino in spalla, un sacco a pelo e la sua macchina fotografica, documentando la vita delle comunità rom europee, guadagnandosi, tra i gitani che fotografava, il soprannome di Romantico Clandestino.

Le fotografie scattate da Koudelka sono una potente testimonianza delle tradizioni e della cultura gitana: furono realizzate nei nove anni che vanno dal 1962 al 1971, in un momento di incertezza profonda per la comunità rom durante il quale molti stati europei misero in atto le prime politiche per integrarla nella società, benché molti rom fossero disponibili ad accettare offerte di alloggio ed opportunità di lavoro, altri vedevano minacciata la loro identità.

Del libro ne è stata pubblicata da Contrasto una versione “aggiornata”: un formato più piccolo e una diversa disposizione delle immagini. Aggiornamenti che sono stati spiegati da Stuart Alexander nell’introduzione al libro: «Al contrario di alcuni fotografi che trascurano, o persino ripudiano, le loro prime opere, Koudelka ha cercato di affinare la presentazione di questo primo nucleo del suo lavoro con pubblicazioni e frequenti mostre. L’edizione di grande formato del 2011 di Zingari è quella che si avvicina di più all’idea originaria del libro, con le fotografie in verticale riprodotte a piena pagina e quelle in orizzontale su due. Nel volume più piccolo che avete in mano invece, Koudelka ha trovato il modo di suscitare un forte impatto anche dando a tutte le fotografie le stesse dimensioni. Si comincia e si finisce con le stesse immagini, ma è la disposizione che cambia e rende necessario ruotare il libro tra immagini verticali e orizzontali».

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Per approfondire l’argomento dei ROM è possibile visionare il video del convegno tenutosi negli anni 90 a Catanzaro a cura di Massimo Martelli, Peppino Sala e Giovanni Marziano.
Interventi di Corrado Iannino, Miralla Karpati, Bruno Nicolini, Giovanni Marziano, ha moderato Teresa Scavelli.

Organizzato da Francesco Mazza per Cine Sud.

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