fbpx Skip to content

…la fotografia.

di Francesco Mallamo

Ho iniziato ad approcciarmi alla fotografia nel 2006.
Ero a Bologna e studiavo per un lavoro che non avrebbe avuto nulla a che vedere con la creazione di immagini. Eppure la fotografia è diventata parte del mio quotidiano, ho sempre cercato di ritagliare un pò di tempo da dedicarle.
 
Non avendo avuto una formazione umanistica, in principio ho cercato di realizzare fotografie per puro fine estetico. Quando ho iniziato a rendermi conto che la fotografia può essere usata come un veicolo di storie straordinarie, il mio approccio è cambiato. Ho preso ad approfondire lo studio da diverse angolazioni.
 
Nella fotografia possono confluire sinergicamente tante sfaccettature della nostra formazione e sarebbe limitante dedicarsi ai soli studi tecnici.
Essendo presidente di un’associazione fotografica, il tema della formazione mi sta molto a cuore.
 
Un fotografo deve sempre affiancare allo studio della fotocamera, un’adeguato interesse culturale. Non voglio dire che studiare le tecniche fotografiche sia inutile, ma bisogna essere anche in grado di mettere la macchina fotografica in automatico e concentrare tutta l’attenzione su quello che si sta vivendo e fotografando.
 
Non mi piace sentire parlare di svago, hobby o di qualsiasi altro concetto che rimandi ad una sorta di appagamento personale. Anche quando c’è poco tempo a disposizione penso che sia sempre necessario approcciarsi alla fotografia consci che l’immagine è, prima di tutto, uno strumento culturale.
 
Oggi è facile che le proprie fotografie vengano viste da decine, se non centinaia di persone.
 
Le fotografie parlano, dicono tantissimo, e possono raccontare cose meravigliose in modo straordinario. Il tutto sta nel porre l’attenzione alle cose importanti. Quando utilizzo una macchina fotografica so di avere in mano uno strumento potentissimo.
 
Non inizio a scattare se non sono concentrato.
 
Quando non riesco a trovare sintonia con i luoghi che visito o con le persone che incontro preferisco semplicemente stare a guardare.
Più che analizzare il ruolo che la fotografia ha nella mia vita, preferisco chiedermi quale possa essere il contributo che appassionati come me, nel loro piccolo, possono dare alla fotografia.
 
Credo che regalare una testimonianza o raccontare una storia del proprio tempo e del proprio territorio sia la cosa più straordinaria che la fotografia possa fare.
 
Creare connessioni profonde con le persone che si incontrano, con i luoghi che visitiamo, è il punto più alto che un fotografo possa sperare di raggiungere.
 
E non importa il genere fotografico o l’approccio stilistico che si sceglie, l’importante è l’amore con cui si realizzano le immagini.
 
Nel mio piccolo, nel mio essere un “semplice” appassionato, cerco di lavorare in questa direzione.

Altri articoli di questo autore

Condividi

Vuoi accedere agli eventi riservati?

Abbonati a soli 15€ per 365 giorni e ottieni più di ciò che immagini!

Se invece sei già iscritto ed hai la password, accedi da qui

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
Per questo motivo con Cine Sud che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore della formazione, abbiamo pensato alla possibilità di offrire dei corsi “one to one”, costruiti sulla base delle esigenze individuali e in campi disparati, che vanno dalla tecnica alla ricerca di nuovi linguaggi in fotografia.
Dei corsi molto vicini a quelli che avremmo voluto avere nel passato, se ce ne fosse stata offerta l’opportunità e la parola opportunità non va sottovalutata, perché ha un peso e una sua valenza e non è spesso scontata.
Ognuno sarà libero di scegliere, sulla base dei nostri consigli, un autore o un tecnico, tra quelli offerti come docenti, e intraprendere un corso che gli offra quello di cui realmente ha bisogno e, eventualmente, ripetere questa esperienza in futuro.
Come quando si va da un eccellente sarto a scegliere con cura un vestito, adattandolo perfettamente al corpo, vogliamo fornirvi il corso che meglio si adatta alle vostre, singole e personali esigenze.
Niente nasce dal caso e per poter essere all’altezza di questo compito e potervi fornire un’offerta diversificata e soddisfacente, abbiamo pensato di sottoporvi un questionario tra il serio e lo scherzoso a cui vi preghiamo di rispondere.
Aiutateci a capire le vostre reali esigenze e chi abbiamo difronte, non ve ne pentirete.
Massimo Mastrorillo

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Approfondiamo ! per i più intrepidi
X