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La fotografia del relax…

di Tiziano Grillo

Che poi parliamoci chiaro, ogni tanto bisogna portare la fotografia anche a livelli più popolari, non può sempre essere una questione di etica della fotografia, di filosofia, di fotografia di diritti dati e negati, insomma ogni tanto va concessa alla fotografia che facciamo, e quindi a noi stessi che la facciamo una pausa, una parentesi che contenga leggerezza, che contenga una fotografia fine a sé stessa, una fotografia fatta per puro estetismo, una fotografia fatta per staccare la spina e ricaricarci.

Ci sono parecchi soggetti da fotografare, che ci alleggeriscono spesso di quel carico gravoso fatto dalla fotografia delle responsabilità, ed ognuno di noi quando vuole staccare un pò magari sceglie quei soggetti che normalmente non fotografa, un pò per una ricerca, una sorta di sfida con se stessi che si vive senza ansie da prestazione. Ci sono Fotografi che addirittura cercano al di fuori della fotografia la propria valvola di sfogo e chi rimane nell’ambito fotografico, c’è chi fotografa still-life per il piacere che trova nell’allestire il set ed il soggetto, chi si dedica al paesaggio perché magari è un genere con il quale si confronta poco e trova magari relax dallo girovagare per scoprire paesaggi nuovi, e così via, ognuno di noi cerca la fotografia parallela a quella che magari svolge ogni giorno. Anche io ho un genere fotografico che utilizzo come valvola di sfogo, fortunatamente per me il soggetto che amo fotografare e che mi da pace interiore, non è un soggetto che posso decidere di fotografare quando voglio, lo stesso si manifesta in occasioni particolari e bisogna riuscire a coglierlo con i suoi tempi e non con i nostri , dicevo fortunatamente perché questa sua imprevedibilità rende il tutto per me più interessante, magari se potessi decidere io di fotografare questo soggetto ogni volta che voglio dopo un po’ mi stuferebbe ed annoierebbe.

Sto parlando dei Fulmini, la preparazione della macchina, l’attesa, gli scatti a vuoto, le prese per i fondelli che un fulmine può farti cadendo dalla parte opposta a cui hai posizionato la macchina, tutti questi sono elementi che rendono per me questo tipo di fotografia uno spazio di relax, a tutto questo va aggiunta la gioia a volte veramente infantile, fatta di esultanze quasi calcistiche, quando nel monitor vedi la cattura fatta.

Spesso e volentieri mi chiedono come scattare per catturare i fulmini, dall’attrezzatura usata ai parametri di scatto impiegati, quindi di seguito vi illustrerò il mio metodo in modo che tutti possiate provare ad immortalare un fulmine durante il prossimo temporale .

Iniziamo con la premessa… Nessuna Foto vale la vostra incolumità, quindi non mettetevi in situazioni di pericolo anche perché i fulmini sono imprevedibili e non vi danno tempo di pensare , trovatevi un posto all’asciutto e riparato per fotografare , io ho la fortuna di avere un balcone affacciato sul mare che mi permette di vedere un tratto di costa di oltre 50 km e quindi ho la possibilità quando la perturbazione è sul mare di rendermi conto con netto anticipo dell’arrivo della stessa, fotografate i fulmini quando vi rendete conto che le saette cadono a qualche km da voi se sono troppo vicino sono pericolosi, ve lo dico per esperienza e per mia stupidaggine personale, se i fulmini cadono in verticale ok riuscite a controllarli di più ma se cominciano a cadere in orizzontale allora fate molta attenzione e rinunciate a scattare se non siete tranquilli al 100%.

Veniamo ora all’attrezzatura che uso normalmente per scattare le mie foto notturne ai fulmini , Reflex Nikon d800,ma qualsiasi reflex va bene, montata su cavalletto con telecomando o con impostato l’autoscatto con ritardo di 2 secondi , come obiettivo preferisco il Nikon 24-120 mm f4, a volte anche il Tokina 17-35 F4, ma già qui è un azzardo diciamo che la maggior parte delle foto sono scattate con lo zoom alla focale di 24mm, poi croppo, se serve, in fase di sviluppo del file. Le impostazioni sono: Iso mai sopra i 400, vario in base alla luce che ho intorno a me tra 200 e 400 iso, tempo di scatto 30 secondi e diaframma che varia da f10 a f16 sempre in base alla luce circostante ed all’intensità di luce del fulmine stesso, spesso l’intensità di luce del fulmine varia o per potenza dello stesso o per distanza da noi. Va da sé che se il fulmine fotografato viene contestualizzato la fotografia risulta migliore.

Non mi resta che sperare abbiate ritenuto utile questo articolo, vi raccomando sempre di fare molta attenzione alla vostra incolumità.

E mi congedo da voi rassicurando tutti che nessun fulmine è stato maltrattato, quelli che vedete sono fulmini reali non creati al computer e non catturati con sofisticati aggeggi che scattano in automatico.

Le foto pubblicate sono tutti scatti singoli, non sono frutto di sovrapposizioni di più immagini, gli amici mi chiamano il cacciatore di fulmini perché come nel film “Il cacciatore”  la mia filosofia con i fulmini è come  quella di Robert De Niro quando va a caccia di cervi , “un colpo solo ….”

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