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…la fotografia.

di Valentina Giovinazzo

Non conosco magia più bella della Fotografia! L’ho sempre considerata un’amica. Il conforto più dolce per i momenti bui.

In ogni periodo della vita si affrontano momenti meno luminosi. Credo che ognuno di noi trovi un modo personale per venirne fuori. 

In fondo “anche le fotografie hanno bisogno del buio per venire alla luce”. Questa frase non è mia ma è tratta dal libro “Dai tuoi occhi solamente”, un libro che consiglio a tutti gli appassionati di fotografia e a chi ha il bisogno di nutrirsi ancora di fantasia. Sarei felice di scrivervi i titoli e le considerazioni di altri libri che ho letto. Mi piace documentarmi sulla vita di un fotografo che sento vicino al mio modo di vedere le cose e mi affascina la vita degli artisti. Così riesco a mantenere la mia mente viva e ad entusiasmarmi delle semplici cose che ci circondano.

L’amore per la fotografia è nato dal fascino delle foto di famiglia. Credo che la fotografia sia un ponte che congiunge tante cose: ricordi, sensazioni, emozione, sentimenti…

Ho iniziato a scattare con una compatta che mi è stata regalata per i miei diciotto anni. Subito dopo, la mia prima vera foto:

Questa foto ritrae la mia nonnina, intenta a pulire le tegole di casa sua.

Io la considero come un portafortuna.

È stata la mia vera iniziazione e mi ha fatto vincere un bellissimo concorso fotografico in Puglia.

Ho continuato a scattare fotografie alla mia nonnina.

Oggi grazie a tutte quelle immagini, posso mantenere vivido il suo ricordo e portare sempre con me quei pezzetti di vita.

Mi sono appassionata alla fotografia in pellicola durante i laboratori di fotografia all’Accademia di Belle Arti. 

In quel periodo mi piaceva fantasticare sull’ignoto e sul mistero. Andavo spesso a fotografare case abbandonate. Anche nelle immagini in cui non comparivano le persone, mi piaceva si potesse percepire una presenza.

In seguito decisi di portare la mia nipotina durante le mie avventure e fotografarla in questi luoghi. Ancora oggi ridiamo sulle nostre avventure, ma vi assicuro che è una bambina vivace e che non ha subito alcun trauma :).

Dopo tanti anni ho ripreso quelle foto. Sentivo che quel lavoro fosse incompiuto e ho deciso di arricchirlo introducendo la pittura nella fotografia.

Più scattavo quelle foto, più allontanavo le mie paure. Sono stata sempre una persona riservata, timida, spesso ansiosa e soprattutto insicura. Alla fotografia non importa chi tu sia o come sei realmente. La fotografia non ti giudicherà mai, accetterà sempre il tuo modo di essere e la tua voglia di aprirti al mondo.

Ecco perché la ritengo una vera amica.

Oggi, nei miei lavori personali, mi piace includere quella spensieratezza propria della fanciullezza. Continuo sempre a fotografare la mia famiglia, in particolare i miei nipotini.

Mi piace passare del tempo con loro, riescono a far emergere quella fanciullezza che è dentro ognuno di noi, spesso sopita.

Tutti noi siamo distratti, non ci curiamo dei momenti migliori. Ma i momenti non tornano.

Abbiamo il potere di salvare da questo caos, quello che secondo noi ha un valore.

Grazie a alle fotografie scattate, so che un giorno i miei nipoti avranno una raccolta di momenti ricchi di spensieratezza, momenti con il profumo di libertà.

“Inizia da dove sei.
Usa quello che hai.
Fai ciò che puoi”
Arthur Ash

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Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
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