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…il video di cerimonia. Motore, Ciak, Azione!

di Davide Polito

Motore, Ciak, Azione!

Chi, almeno una volta, non ha sentito o provato a pronunciare queste tre parole? Magari a una festa con amici durante la preparazione di qualche video ricordo per la festa di un parente o di un caro amico. O magari chi, come me, ha fatto della sua grande passione una fonte non solo di guadagno ma, anche di apprendimento, oltre che una maniera di comunicare.

Vorrei narrare del mio rapporto con il video proprio con questi 3 brevi capitoli, incentrati per lo più sulla realizzazione di video di cerimonia, settore principale di cui mi occupo.

Motore!

Per realizzare un video, la prima cosa che serve è una camera da presa. Ad oggi, le più utilizzate, sono le DSLR (Digital Single Lens Reflex) o, per farla breve, le fotocamere reflex digitali.

Nonostante abbia iniziato con le telecamere a spalla, posso ben affermare di essere stato uno tra i primi a credere nella rivoluzione video delle macchine fotografiche. Già con la prima Canon 5D Mk II e, successivamente, con la sorella minore più specifica per il video (Canon 7D), iniziai a fare le prime prove video e i primi servizi. Non curante di quei colleghi che, prendendomi quasi in giro, sorridevano e non credevano all’idea che un giorno le reflex avrebbero sostituito le telecamere, corsi da Cine Sud (nel lontano 2013) e acquistai la mia prima Full Frame, in grado di fare anche i video: la mia mitica Canon 5D Mk III.

Negli anni a seguire ho investito molto nel “motore” video. Passai a Canon serie Cinema, con la C100 Mk II. Un’ottima, e forse tutt’oggi la migliore, pasta nel Full HD. Ma, nonostante le molte comodità on board, era troppo ingombrante per le mie esigenze.

Sempre dopo svariati confronti, e sempre dai cari amici di Cine Sud, tornai ad avere tra le mani quella che era più simile ad una reflex.

Oggi, infatti, uso la Sony a7 MkIII. Compatta, performante, col sensore stabilizzato che, con le giuste ottiche e precauzioni, permette di girare a mano libera e quasi al buio, senza rischiare di portare a casa del materiale rovinato da rumore video o vari artefatti. Il tutto senza quasi la necessità di ricorrere a illuminatori esterni, che non siano luci già presenti nell’ambiente in cui mi trovo, come la luce del sole, l’illuminazione delle sale ricevimenti, delle chiese ecc. Il tutto perché, il mio “motore” deve consentirmi di essere il più rapido e invisibile possibile, almeno per quanto riguarda i video di cerimonia dove mi piace essere il meno quasi invisibile… Ciak si gira!

Ciak!

Bene, ho il “motore” adatto! Ora posso correre. Si perché, per chi come me ama raccogliere le immagini senza indirizzare i soggetti a compiere determinate azioni, girare un video equivale a correre una corsa automobilistica dove, al minimo errore, rischi di fare danni irreparabili e finire fuori pista. Posso ben dire di realizzare, dove accordato con i clienti, video in stile reportage.

Mi piace guardarmi attorno, cercando di cogliere l’emozione dei soggetti interessati ma anche di tutto ciò che li circonda: luoghi, le altre persone e a volte anche gli oggetti. Per questo adoro parlare con la coppia prima del grande evento, per capire la loro storia e i loro gusti. Credo infatti che, nonostante sia io a firmare i video che produco, ho comunque in custodia i loro ricordi e i loro sentimenti. Devo riuscirci attraverso i loro occhi ma, usando i miei.

Il ciak è lo strumento sul quale vengono indicati il numero di scena, di taglio, il regista, il direttore della fotografia e, a volte, anche l’operatore video. Bene, nel mio ciak immaginario voglio credere che i registi siano la coppia che ha scelto me, in questo caso l’operatore, e che il numero di scena sia la prima affinché, un giorno, riguardando il video con i propri figli e successivamente anche con i nipoti, comprendano e si compiacciano del film che hanno girato nella loro vita di coppia.

E quindi, Azione!

 

Azione!

Da come avete potuto già intuire, cerco sempre di lasciare il più possibile liberi i soggetti, cercando di intervenire solo in caso di estrema difficoltà nel girare una bella scena. Indurre o forzare una determinata azione, equivale, per me, a intromettermi nelle faccende di coppia.

E, come sapete bene, tra moglie e marito….

Per fare ciò, negli anni, ho affinato le mie “tecniche”. Cerco sempre di mettere a proprio agio il soggetto, dando una semplice regola da seguire: qualsiasi cosa io dica o faccia, rispondetemi pure, mandatemi anche a quel paese, ma non guardate in camera!

Spesso, durante il giorno del matrimonio, la coppia è tesa per via dell’emozione, dei preparativi, degli invitati e di tutto ciò che li circonda in quel fatidico e tanto atteso, meraviglioso giorno; metteteci anche che non tutti sono nati per stare davanti a uno o più obiettivi ed essere al centro dell’attenzione. Quindi non desidero essere fonte di un’ulteriore causa di stress.

La mia “azione” deve portare i soggetti a godersi ogni singolo attimo. Per me, devono essere loro a dettare certi tempi: quando e come baciarsi, abbracciarsi, sorridere, accarezzarsi, scherzare. In modo tale da rendere tutto sempre naturale.

Nei film, in genere, l’azione dei soggetti è indotta da un copione. Nei miei film (sempre parlando di cerimonia) prediligo quando l’azione dei soggetti è invece indotta dai loro sentimenti.

Questo mi porta a realizzare video sempre diversi. Ogni storia è e deve essere unica. Così come il film che la racconta.

 

E voi, cosa ne pensate? Come girereste un video di cerimonia? Con quale camera e quali metodi?

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