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I Ritratti alla luce di un fiammifero del vulcanico Nino Migliori

di Pio Tarantini

Nino Migliori, 2021, Dal backstage di “Via Elio Bernardi, 6” © Marcello Rubini

Sorprendente potrebbe essere uno degli aggettivi più consoni all’attività di un giovane ultranovantenne come Nino Migliori capace di realizzare sempre opere innovative. E invece no: e invece no perché Nino è stato sempre un autore trasversale, sperimentale, insaziabile ricercatore di stimoli visivi e concettuali nuovi e, appunto, sorprendenti. Come atipico e ammirevole è il suo stare al mondo, relazionarsi con le persone, affrontare la vita con una carica entusiasmante.

E così ho avuto la fortuna di capitare un paio di anni fa nel suo studio, nel pieno della realizzazione di un nuovo lavoro: ritratti di amici, operatori e quanti altri sono passati, dal 2016 ad oggi, dal suo studio, realizzati al lume di un fiammifero.

Nino Migliori, Noè, 2021 Da “Via Elio Bernardi, 6”, © Nino Migliori

La metodologia operativa è la stessa da lui usata per realizzare qualche anno prima la sua ricerca Lumen sulle statue e i bassorilievi d’arte illuminati dalla luce di una candela, per avvicinarsi alle luci medievali quando queste figure di pietra nelle chiese e in altri luoghi sacri potevano essere illuminate soltanto dalle candele.
Certamente passare dalle statue di arte antica alle persone di oggi contempla un bel salto concettuale oltre che operativo: le fotografie delle prime sono indissolubilmente legate a una sorta di rivisitazione moderna di manufatti che la storia, non solo quella dell’arte, ha consolidato nel corso dei secoli e che Nino, con la luce fievole e nello stesso tempo dura e contrastata di una candela porta all’antica fruizione in cui i forti chiaroscuri accentuano la sacralità, il mistero, la drammaticità di tempi remoti. Questi effetti luministici cambiano completamente di significato nei ritratti alle persone anche se la metodologia di ripresa resta simile se non identica: Nino si è avvalso di lunghi fiammiferi – che gli hanno consentito una maggiore durata della fiammella – con i quali ha esplorato i volti delle persone ritratte cercando di coglierne sguardi, atteggiamenti e contrasti di luce che accentuassero l’individualità del soggetto.  

Questa raccolta di ritratti, circa 600, è adesso in mostra a Bologna in una grande sala del Museo Civico Archeologico e costituisce l’ennesima, valida testimonianza della inesausta ricerca di uno dei più importanti fotografi italiani.

Nino Migliori, Sandra, 2020, Da “Via Elio Bernardi, 6” © Nino Migliori

Nino Migliori
Via Elio Bernardi, 6. Ritratti alla luce di un fiammifero

A cura di Alessandra D’Innocenzo Fini Zarri
1 – 31 luglio 2021
Museo Civico Archeologico, Bologna
Mostra promossa da Doutdo e Fondazione Nino Migliori
In collaborazione con Istituzione Bologna Musei e Fondazione Cineteca di Bologna.

Il progetto si articola in molte parti:

1. LA MOSTRA: oltre 600 ritratti in bianco/nero in formato 18x24cm verranno esposti tra luglio e settembre all’interno delle splendide sale del Museo Civico Archeologico di Bologna.

2. IL CATALOGO: la mostra è accompagnata da una importante pubblicazione di oltre 600 pagine.

3. IL “MUSEUM” della mostra: tutte le fotografie esposte nella mostra saranno contenute in un contenitore in copia unica, firmato, composto da 12 volumi interamente rilegati a mano.

4. LA SOLIDARIETÀ: il ricavato delle donazioni per le stampe, firmate, dei ritratti, le vendite del catalogo e la donazione per l’assegnazione del ”MUSEUM” contenitore della mostra andranno interamente devolute alla Fondazione Hospice Maria Teresa Chiantore Seràgnoli, Bologna.

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