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I guerrieri Peshmerga nei racconti di B STUDIO e Alex Pineschi [Alessandro Tarantino]

di Alessandro Tarantino

La storia dei guerrieri Peshmerga è lunga oltre un secolo e racconta di un esercito non ufficiale che dal 1914 si pone a difesa di uno Stato non riconosciuto, quello del Kurdistan, un altopiano nel nord dell’Iraq, ma che per il suo valore e il suo impegno contro l’Isis nel 2014 è stato sostenuto da diverse nazioni.

Una storia complessa che un progetto fotografico intitolato proprio “Peshmerga” ha provato a raccontare attraverso lo sguardo dei suoi autori di B STUDIO, Stefano Sbrulli, visual designer, regista e fotografo; Francesco Sanesi, illustratore, graphic designer e art director, e Margherita Macrì, redattore editoriale e professoressa di italiano.

A partire per il Kurdistan è stato Sbrulli, con l’intento di scoprire e raccontare l’addestramento delle truppe a Erbil. Dalle prime impressioni di un esercito raffazzonato nelle forniture alla conoscenza dei punti di forza e di debolezza di una popolazione, il progetto ricostruisce l’immagine dell’esercito, lasciando spazio all’umanità dei protagonisti.

Ma quello prodotto da B STUDIO non è il primo racconto per immagini realizzato all’interno delle forze militari curde. Significativa, in questo senso, l’esperienza del primo italiano arruolatosi volontario nelle milizie curde contro il Daesh, lo Stato Islamico: si tratta di Alex Pineschi, ex alpino ed ex contractor sulle navi antipirateria, che ha comandato le milizie speciali della famosa Task Force Black: «Io avevo lasciato il mio Paese e i miei affetti per aiutarli a combattere un nemico che sarebbe potuto arrivare a casa mia, cosa che mi ha procurato tante critiche. Credevo veramente che l’ISIS potesse arrivare in Italia, sono partito veramente con l’intenzione di combattere per l’umanità e per il mio Paese! Ho scelto di combattere al fianco dei Peshmerga, perché erano loro che combattevano contro Daesh, mi sono innamorato della loro storia, di un popolo oppresso, delle donne combattenti curde», ha dichiarato in un’intervista a Emmereports Pineschi, accusato in Italia di essere un mercenario prima che il caso fosse archiviato dalla Procura di La Spezia.

Sulla sua esperienza c’è anche un libro disponibile qui

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