fbpx Skip to content

Fotografare l’autismo: storie da raccontare “in punta di piedi”

di Alessandro Tarantino

Ieri, 2 aprile, si è celebrata la Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo. Una ricorrenza necessaria ad accendere i riflettori su una serie più o meno complessa di disturbi del comportamento, cognitivi e relazionali di cui in Italia soffre 1 bambino ogni 77.

La fotografia ha provato e prova a raccontare il tema dell’autismo, spesso attraverso gli occhi dei genitori dei bambini e adolescenti autistici o attraverso l’osservazione del mondo che ruota attorno ai soggetti autistici e alle loro famiglie. 

Un progetto fotografico interessante sul tema è quello di Fabio Moscatelli dal titolo “Gioele”.

L’autore ne parla così: «Mi ritrovai per caso a parlarne con un’amica, e siccome nulla avviene per caso, lei mi parlò a sua volta di un’amica, mamma di un bambino autistico. In un pomeriggio ancora caldo di fine agosto, nel parco giochi semideserto, ti ho visto. Gioele, un bambino come tanti, magari un po’ cresciuto per lo scivolo e l’altalena, un sorriso furbetto in faccia.

Da quel giorno ha avuto inizio la nostra amicizia e il mio dialogo con l’autismo, quella strana presenza che ti abita. Da quel giorno sei cresciuto, ti sei aperto a me e alla mia famiglia, sei diventato un prezioso compagno di giochi per mia figlia Syria ma, soprattutto, sei diventato ispirazione e co-autore di questo nostro libro.

“Chi lo avrebbe mai detto che un bambino autistico fosse capace di tanto”, sarà il pensiero di molti. Forse, Gioele, potrai essere un esempio, un raggio di luce per chi tutti i giorni si arrampica sulla cima dell’autismo per ricominciare la scalata il giorno dopo e quello dopo ancora. Forse, con questo libro stupiremo qualcuno.

Non so se questo lavoro soddisferà la mia domanda di partenza, non so se sono arrivato alla fine di un percorso o se questo è solo l’inizio. Certamente, oggi, ho imparato qualcosa di più. So, per esempio, che tu non saresti il mio Gioele, senza quel folletto che ospiti dentro. So che a volte mi sembri strano, ma tante altre riesci a commuovermi e farmi ridere. Spesso, mi hanno chiesto cosa tu rappresenti per me.

Ecco, Gioele, io ci ho pensato molto, ma alla fine credo che ci sia una sola risposta: tutto, fuorché un soggetto da fotografare».

Ci sono poi gli scatti di Adriano Treccani ad accompagnare le poesie di Franca Grisoni nel libro intitolato Il filo srotolato – L’autismo tra fotografia e poesia” (Ed. Scholè-Morcelliana), sostenuto da Fobap Anffas di Brescia.

Il volume, disponibile dall’1 aprile, è composto da 96 pagine ed è un percorso “in punta di piedi” nelle storie di vita silenziose ma non mute, dei bambini, i ragazzi e i genitori del Centro Francesco Faroni gestito proprio dalla Fobap Anffas

Altri articoli di questo autore

Condividi

Vuoi accedere agli eventi riservati?

Abbonati a soli 15€ per 365 giorni e ottieni più di ciò che immagini!

Se invece sei già iscritto ed hai la password, accedi da qui

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
Per questo motivo con Cine Sud che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore della formazione, abbiamo pensato alla possibilità di offrire dei corsi “one to one”, costruiti sulla base delle esigenze individuali e in campi disparati, che vanno dalla tecnica alla ricerca di nuovi linguaggi in fotografia.
Dei corsi molto vicini a quelli che avremmo voluto avere nel passato, se ce ne fosse stata offerta l’opportunità e la parola opportunità non va sottovalutata, perché ha un peso e una sua valenza e non è spesso scontata.
Ognuno sarà libero di scegliere, sulla base dei nostri consigli, un autore o un tecnico, tra quelli offerti come docenti, e intraprendere un corso che gli offra quello di cui realmente ha bisogno e, eventualmente, ripetere questa esperienza in futuro.
Come quando si va da un eccellente sarto a scegliere con cura un vestito, adattandolo perfettamente al corpo, vogliamo fornirvi il corso che meglio si adatta alle vostre, singole e personali esigenze.
Niente nasce dal caso e per poter essere all’altezza di questo compito e potervi fornire un’offerta diversificata e soddisfacente, abbiamo pensato di sottoporvi un questionario tra il serio e lo scherzoso a cui vi preghiamo di rispondere.
Aiutateci a capire le vostre reali esigenze e chi abbiamo difronte, non ve ne pentirete.
Massimo Mastrorillo

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Approfondiamo ! per i più intrepidi
X