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Figure di Riccardo Falcinelli

di Massimo Mastrorillo

Riccardo Falcinelli, oltre ad essere uno dei più apprezzati visual designer sulla scena della grafica italiana, si sta sempre più rivelando come un saggista di talento, capace di spiegare in maniera chiara, semplice ma anche affascinante e avvincente. 

Dopo il successo di Cromorama, ha scritto questo libro che indaga intelligentemente non sul significato delle immagini, ma su come vengono progettate, costruite, fornendo un mezzo per comprenderle ma anche degli spunti di riflessione e delle conoscenze utili a chi le immagini le vuole anche realizzare.

Come funzionano le immagini? Perché alcune di esse risultano più comprensibili o di successo di altre? Come funziona la percezione visiva e quali strumenti possono aiutare a indirizzare l’occhio?

Tanti sono i capitoli e gli argomenti trattati, così come numerosi sono gli esempi, le immagini, i riferimenti in un cammino che ci porta attraverso l’arte pittorica, il cinema e la fotografia.

“La prospettiva centrale come astrazione, come mezzo per ipnotizzare lo sguardo, un imbuto visivo per camminare nella nostra mente”. “L’inquadratura come prelievo della realtà ma anche come consapevolezza che oltre a questo pezzo di mondo, il resto continua ad esistere al di fuori dei margini.” La vicinanza tra due immagini per rafforzare la percezione di una delle due (“qualcosa di largo appare ancora più largo messo affianco a qualcosa di stretto, qualcosa di scuro pare ancora più scuro vicino ad un quadro molto luminoso”). L’idea che le immagini siano superfici da guardare e che la presenza di una cornice possa rafforzare questo processo.

Come funziona l’occhio?  

“L’occhio non vede la realtà in un lampo, piuttosto la esplora come se si muovesse su una mappa. Non solo l’occhio si muove senza sosta, ma insiste su alcuni punti che trova più rilevanti. La cultura, il momento della vita, il contesto generale in cui vive l’osservatore sono rilevanti.”

E ancora: “L’occhio è un organo attivo: seleziona, sceglie, si concentra su alcune cose e non su altre; mentre vede già pensa e organizza il mondo. I dipinti, le fotografie, i film sono l’espressione di uno spazio non solo guardato ma desiderato, in un certo modo.” 

E perché ricorriamo alla composizione? 

“La composizione prima di essere una faccenda di bella forma riguarda la forma sensata, cioè precisa, parlante. Ed è qualcosa che riconosciamo come spettatori, una qualità che appartiene a chi inventa ma pure a chi guarda. Non è una mera questione di eleganza, è prima di tutto un sistema ordinativo, un terzo elemento tra noi e il visibile.”

Siamo sensibili a ciò che si ripete e a ciò che varia. Del resto Il processo di ripetizione è, a livello percettivo, intrinseco al modo in cui vediamo, comprendiamo e ci comportiamo. La nostra visione è basata sulla duplicazione e la traduzione della realtà esteriore: due immagini quasi identiche, viste attraverso due occhi, sono proiettate sulle cellule fotosensibili della retina nella parte posteriore di ciascun occhio e poi vengono tradotte in segnali neurali per consentire al cervello di capire. Questa duplicazione di immagini è anche alla base della comprensione della profondità. Quando le due immagini da ogni occhio vengono sovrapposte, i contorni cessano di essere piani e vengono resi in tre dimensioni. La ripetizione è quindi intrinseca al processo di trasformazione del vedere in sapere.

Tante sono le nozioni e gli spunti di riflessione che questo libro ci regala, ma il vero pregio è la fluidità e la semplicità della scrittura, il talento nel rendere fruibili concetti spesso ostici o descritti in maniera poco comprensibile. Non è poco per un libro di cinquecento pagine che una volta iniziato non si riesce più ad abbandonare.

Massimo Mastrorillo
(Citazioni da Figure di Riccardo Falcinelli)

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Massimo Mastrorillo

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