fbpx Skip to content

Fermi senza disturbare [Valentina Giovinazzo]

di Valentina Giovinazzo

Mi piace utilizzare il termine “ponte” per descrivere la funzione di congiunzione e di condivisione fra persone, pensieri e sentimenti. Perché è vero che 

i ponti uniscono, ma ci ricordano anche che noi siamo tante isolette, ognuno con le proprie visioni del mondo.

Quando mi trovo in luogo nuovo, mi piace immergermi tra la sua gente, nei profumi e nell’autenticità dei luoghi. Una piccola ricerca personale per scoprire la genuinità delle persone.

La cosa più affascinante è quando un luogo vive dentro i volti delle persone. Inizialmente non porto mai la macchina fotografica, mi piace ritornare 

in un secondo momento con più consapevolezza.

Osservo le persone con attenzione e mi soffermo sui particolari. Siamo tutti così meravigliosamente unici. Ognuno con la sua storia, che magari non  porta in giro, ma che  nasconde proprio in quei particolari. Veniamo talmente bombardati da immagini che ci siamo disabituati a soffermarci. Oltre all’immagine, una fotografia contiene un istante irripetibile di tempo e di vita.

Abbiamo la possibilità di far conoscere il mondo o gli avvenimenti; ognuno con la propria sensibilità e il proprio modo di vedere. Non credo molto sull’originalità di una foto  ma credo molto nelle emozioni che  può trasmettere. Quando una foto trasmette anche una piccola emozione abbiamo condiviso della bellezza, contribuendo in qualche modo alla ricchezza di questo mondo.

Amo la mia terra, i suoi profumi e i suoi colori, ma nell’ultimo periodo provo un forte senso di rabbia e frustrazione.

La situazione che stiamo vivendo non aiuta, spesso taglia sogni, progetti e speranze. Mi guardo intorno e non riesco ad identificarmi più con questi luoghi, ed è davvero opprimente. Sono i luoghi della mia infanzia, quei luoghi tanto amati, rimasti fermi come fantasmi, pieni di strutture prive di vita. 

In questo ultimo periodo ho ripreso la macchina fotografica (dopo una lunga pausa)  e sono ritornata più volte in questi luoghi. Partendo dall’ identità 

ho cercato di guardarmi intorno e di guardarmi dentro.

Sono fotografie che accumuleranno del tempo, immobili, saremo noi a dargli un senso diverso ogni volta che le guardiamo. Senza dare una vera e propria interpretazione dei luoghi, senza una vera identità. Ho pensato al futuro e nella mia testa è rimasto tutto fermo. Proprio come quelle strutture ferme, senza disturbare lo scorrere del tempo.

Ho usato la macchina fotografica come una dolce terapia.

E’ venuta fuori l’ansia di questo periodo, quel lato represso e fermo da tanto tempo ormai. E’ vero, dai momenti difficili spesso possiamo trarre i più grandi insegnamenti ed essere stimolati a creare qualcosa di bello. Questo per me è stato un piccolo passo avanti.

Continuerò a scattare altre foto come queste. Non importa se le foto piaceranno o meno cercando approvazione tra la gente. Non credo di salvare la situazione che ci circonda con queste foto, ma in qualche modo, forse, sto cercando di salvare quella parte di me a cui tengo tantissimo: la creatività.

Credo fermamente che abbiamo bisogno di gente curiosa, gente in grado di compiere azioni poetiche, in grado di lasciare segni indelebili di amore e di silenziosa speranza.

Altri articoli di questo autore

Condividi

Vuoi accedere agli eventi riservati?

Abbonati a soli 15€ per 365 giorni e ottieni più di ciò che immagini!

Se invece sei già iscritto ed hai la password, accedi da qui

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
Per questo motivo con Cine Sud che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore della formazione, abbiamo pensato alla possibilità di offrire dei corsi “one to one”, costruiti sulla base delle esigenze individuali e in campi disparati, che vanno dalla tecnica alla ricerca di nuovi linguaggi in fotografia.
Dei corsi molto vicini a quelli che avremmo voluto avere nel passato, se ce ne fosse stata offerta l’opportunità e la parola opportunità non va sottovalutata, perché ha un peso e una sua valenza e non è spesso scontata.
Ognuno sarà libero di scegliere, sulla base dei nostri consigli, un autore o un tecnico, tra quelli offerti come docenti, e intraprendere un corso che gli offra quello di cui realmente ha bisogno e, eventualmente, ripetere questa esperienza in futuro.
Come quando si va da un eccellente sarto a scegliere con cura un vestito, adattandolo perfettamente al corpo, vogliamo fornirvi il corso che meglio si adatta alle vostre, singole e personali esigenze.
Niente nasce dal caso e per poter essere all’altezza di questo compito e potervi fornire un’offerta diversificata e soddisfacente, abbiamo pensato di sottoporvi un questionario tra il serio e lo scherzoso a cui vi preghiamo di rispondere.
Aiutateci a capire le vostre reali esigenze e chi abbiamo difronte, non ve ne pentirete.
Massimo Mastrorillo

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Approfondiamo ! per i più intrepidi
X