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Ap/punti di vista: “MARTIN PARR dialoga con Quentin Bajac – Intervista ad un fotografo promiscuo –

di Paolo Ranzani

Un grande fotografo, eccentrico, ironico, critico, spietato ma empatico. 

Per capirlo fino in fondo devi entrare nelle pieghe della sua ironia e in quel momento ciò che sembra banale diventa incredibilmente originale. L’esasperazione diventa la parte divertente dell’esagerazione.

D’altra parte fu lui a dire: 

Il compito della fotografia per lo più è quello di esagerare. La maggior parte della fotografia nei giornali sono menzogne. Le foto di moda mostrano persone bellissime che non lo sono in quel modo. Le foto di viaggio mostrano il lato migliore dei luoghi, ma sono lontane dalla realtà. Nei servizi di cucina, il cibo sembra sempre meraviglioso, irreale, finto? E questo perché la maggior parte delle immagini che consumiamo sono propaganda”.

Non si può dargli torto.

Martin Parr è il più celebre fotografo inglese contemporaneo ed è Membro della Magnum Photos dal 1994, sa mostrare uno sguardo molto personale del mondo contemporaneo e tra i suoi temi principali ci sono le trasformazioni socio-culturali dell’Inghilterra dell’epoca Tatcher, il turismo internazionale e l’omologazione dei comportamenti e degli stili di vita.

Usa il colore saturo perché il Bn è una celebrazione della vita mentre a lui interessa essere critico, spesso impiega il flash anulare perché è diretto, la luce arriva in faccia e spoglia la fotografia da ogni possibilità di romanticismo ma non ama sentirsi definire “fotografo kitsch” perché è una versione pigra e dispregiativa, il suo lavoro è molto più denso e profondo dell’impatto che si può avere leggendo solo la superficie dell’immagine.

Avevo visto molte sue mostre e conoscevo il suo lavoro ma è solo dopo aver letto questo libro che sono riuscito ad ordinare i fili della sua opera.

In questa lunga intervista potrete scoprire tutte le sfumature che avvolgono l’uomo e l’opera di Martin Parr, dalla giovinezza, le polemiche nate dalla pubblicazione delle sue fotografie nell’Inghilterra degli anni Ottanta, l’arte, il reportage, il collezionismo.

Martin Parr non ama parlare molto di sè ma grazie a questa intervista scoprirete un mondo inaspettato che pur assomigliando ad un documentario non si volge solo verso l’esterno, ma all’intento di una società spesso annegata nel consumismo e imbrigliata nel tentativo di voler essere globalizzata.  In fondo non si tratta di guardare altrove per avere una visione nuova, ma di riuscire a guardare in modo diverso quello che tutti hanno sotto gli occhi e questo gli riesce davvero bene.

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