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Ap/punti di vista: “Le polaroid di Moro” [Paolo Ranzani]

Oggi vi propongo un libro. Un libro che racconta una storia. Una storia italiana. Tremenda e mai finita. Una storia in cui “le fotografie” sono co-protagoniste. Gli autori sono Raffaella Perna e Sergio Bianchi.
 
Raffaella Perna vive e lavora a Roma. Si occupa di storia e critica dell’arte contemporanea e di storia della fotografia.
 
Sergio Bianchi è direttore editoriale della casa editrice DeriveApprodi. 
 
Il titolo del libro è LE POLAROID DI MORO.
 
Abbiamo tutti delle icone mentali, quelle immagini che per qualche motivo si sono incastrate nella nostra memoria e perseverano il loro ricordo. Oltre a quelle personali e a quelle che ci hanno colpiti per i motivi più svariati ci sono quelle che la cronaca ci ha sottoposto a più riprese. Veri e propri tormentoni iconografici. Per alcune basta nominare “il fatto” che tutti pensiamo alla stessa immagine, ad esempio se io vi dicessi “Falcone e Borsellino” molto probabilmente vi ritroverete a pensare alla celebre fotografia del grande Tony Gentile, i due giudici seduti a mezzo busto con Falcone che sussurra qualcosa all’orecchio dell’amico. Altro esempio è la foto di Enzo Tortora in manette, oppure il ritratto di Peppino Impastato, e poi una delle più recenti è quella del Papa che cammina da solo, di sera, in Piazza San Pietro per l’Urbi et Orbi di marzo 2020.
 
L’utilizzo mediatico che si propaga finisce con il far segnare un’epoca, fotografie che diventano un totem.
 
Questo è quello che è accaduto alle due polaroid di Aldo Moro, quelle scattate dalle Brigate Rosse durante il suo sequestro nel 1978
Sono immagini potenti che ci hanno lasciato senza fiato, fotografie che sono entrate velocemente nel vortice dell’informazione internazionale, scatenando reazioni contrastanti sul piano politico, culturale, estetico.
Il libro è diviso in due parti, una è dedicata all’analisi del contesto storico, sociale e politico, i documenti che sono poi stati rivelati, il progetto che venne studiato a tavolino, l’attacco al potere, al cuore dello Stato. Viene descritta anche la preparazione del rapimento fino ad arrivare proprio alle tristemente celebri polaroid. Si racconta anche dell’angoscia causata da questa mai vista modalità di azione terroristica e la conseguente diatriba giornalistica che si scatenò. L’ultima parte è dedicata all’analisi delle interpretazioni artistiche ed estetiche delle immagini del presidente Moro, emaciato, stanco, spiegazzato, con ampio spazio anche a contributi di sociologi, semiologie ed esperti di comunicazione visiva.
 
 
Titolo: Le Polaroid di Moro
A cura di S.Bianchi e R. Perna
Edito da DeriveApprodi
Anno 2012

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