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A spasso nell’universo Sony: a tu per tu con Francesco Papapietro – Parte 1

di Alessandro Tarantino

Pioniera nel mercato mirrorless, Sony ha costruito il suo “grande ritorno” nel mercato fotografico cambiando passo e pensando “out of the box”: mentre tutti si concentravano sulle DSLR, Sony ha scelto una via diversa che oggi, a distanza di 11 anni, la vede in vantaggio sui concorrenti per il mercato del prossimo futuro.

Di strategie di marketing e di programmi di sviluppo ne abbiamo parlato con Francesco Papapietro, Marketing Manager Digital Imaging di Sony in Italia, in una chiacchierata molto approfondita con cui Sony svela la sua filosofia aziendale. Buona lettura!

 

Dr. Papapietro, Sony ha influenzato pesantemente l’orientamento del mercato fotografico. Per prima ha scelto la strada delle mirrorless, già una decina d’anni fa e ora è un almeno un passo avanti rispetto ai concorrenti nello sviluppo: da dov’è nato questo percorso? E perché ha abbandonato lo sviluppo delle DSLR?

«In effetti la nostra storia e il nostro percorso nel mondo mirrorless nasce l’11 maggio 2010, quindi poco più di dieci anni fa, con il lancio delle nostre prime fotocamere mirrorless con sensore APS-C: NEX-3 e NEX-5.

In tal senso Sony ha sempre avuto una visione molto chiara e gli obiettivi erano molteplici: innovare nel mondo della fotografia grazie a un sistema completamente elettronico, costruire un futuro e una line-up che ruotasse attorno all’attacco E, che riteniamo essere il più adatto e versatile nel panorama odierno, e non scendere mai a compromessi con compattezza e leggerezza.

Abbiamo quindi sempre creduto, con largo anticipo rispetto al resto del mercato, che solo con un sistema mirrorless, privo quindi di elementi meccanici come lo specchio, il pentaprisma e il mirino ottico, si sarebbe riusciti a spingere sempre più in alto l’asticella delle evoluzioni in termini di sviluppo della tecnologia del sensore, cuore ed elemento fondante delle nostre fotocamere, affinamento dell’autofocus e convergenza del mercato foto e video, sempre più orientato verso prodotti ibridi capaci di emergere al meglio, e nel mondo fotografico, e nel mondo del video.

Qualità del sensore, autofocus e specifiche video sono pilastri ben presenti nella nostra line-up di mirrorless, che si è evoluta molto negli anni e consta adesso di quattro prodotti con sensore APS-C (α6000, α6100, α6400 e α6600) e ben otto con sensore Full Frame (α7M2, α7C, α7M3, α7RM3, α7RM4, α7SM3, α9M2 e α1)».

Sony, nel mercato mondiale, fino ad un anno fa vantava quasi il 40% di quota di mercato nel settore mirrorless. Quanto ha pesato la Covid-19 sul settore mondiale e oggi a che quota si assesta Sony?

«Come per tanti mercati, la pandemia ha avuto impatti su tutto il comparto del Digital Imaging. Non mi riferisco solo all’evoluzione delle vendite in generale, ma a tutto l’indotto in termini di fruizione della fotografia a livello amatoriale e professionale. Penso quindi a settori come quello dei viaggi, piuttosto che degli eventi, da sempre forieri di grandi quantità di fotografie e di video e che, per cause di forza maggiore, sono stati intaccati nel corso del 2020.

Ciononostante, la fotografia ha giocato ancora una volta un ruolo fondamentale nel corso di questa pandemia, contribuendo alla documentazione dettagliata di uno degli eventi più singolari degli ultimi decenni, grazie all’instancabile lavoro degli operatori del settore.

Anche nel 2020, siamo stati un importante benchmark nei segmenti in cui siamo maggiormente coinvolti da anni, mondo mirrorless e mondo Full Frame in primis: in entrambi abbiamo mantenuto la leadership nel corso dell’interno anno.

Mi piacerebbe poi ricordare che, nonostante l’eccezionalità dell’anno scorso, Sony non si è mai fermata e, da febbraio 2020, quindi dall’inizio della pandemia in Italia, ha lanciato ben 14 nuovi prodotti: 3 nuove mirrorless, 8 nuovi obiettivi, 1 fotocamera compatta premium e 2 videocamere professionali”.

Che differenze di acquisto ci sono, se ce ne sono, tra il mercato europeo e quello italiano?

«Ogni paese e ogni mercato ha le sue specificità e peculiarità, ma posso dire che, pur con tempistiche diverse nel corso degli anni, l’evoluzione del mercato nei vari paesi europei ha mostrato una forte tendenza comune nell’adozione della tecnologia mirrorless, un orientamento sempre più importante verso le fotocamere Full Frame e una necessità più marcata di prodotti che potessero eccellere, al contempo, sia nello scatto di foto, che nella ripresa di video».

Su quali principi si sta costruendo il presente e il futuro del settore fotografico per Sony?

«Le parole-chiave resteranno visione e innovazione. Basiamo il nostro presente e baseremo il nostro futuro su cinque pilastri: qualità d’immagine, velocità delle nostre fotocamere, autonomia, gamma di obiettivi e versatilità, associata in questo caso principalmente ai concetti di compattezza e leggerezza.

Abbiamo poi la fortuna di essere in un’azienda che, per quanto attiene al mondo foto e video, progetta e costruisce praticamente tutto internamente.

I benefici possono essere molteplici, a cominciare da una gestione ottimale di un corpo macchina completamente elettronico, piuttosto che da una pianificazione molto chiara della nostra roadmap di obiettivi nativi, che sono progettati sapendo perfettamente ciò che ci riserverà il futuro in termini di corpi macchina e possono pertanto fornire le performance, le più elevate secondo noi, in termini di autofocus, effetto bokeh e qualità d’immagine da angolo ad angolo. Il lancio della nostra gamma di obiettivi G Master ne è stato un esempio. Ottiche di qualità estrema, pensate per il futuro. Ricordo infatti che le lanciammo sul mercato con il claim: “le ottiche di domani, oggi”.

Continueremo a innovare e a offrire al consumatore che sceglie Sony sempre nuove possibilità di scatto e sempre nuove modalità di ripresa.

Allo stesso tempo, continueremo a investire sulla diffusione della cultura fotografica. In tal senso, l’impegno di Sony nell’ambito dei Sony World Photography Awards, il più grande concorso fotografico al mondo, è certamente un esempio concreto. Come filiale italiana, siamo poi sempre stati molto attivi nella promozione del concorso. I partecipanti italiani, infatti, sono sempre tantissimi. Speriamo, pertanto, di riuscire a riportare la mostra in Italia nel 2021, dopo la pausa forzata nel 2020».

 

Fine prima parte. La seconda sarà online venerdì 2 aprile

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